L'Arte del Cambiamento:

La soluzione dei problemi psicologici personali e impersonali in tempi brevi


"Primo libro scritto da Giorgio Nardone e Paul Watzlawick"

... Ulteriore piacere, inoltre, è stato rilevare come egli, sulla base della formazione sistemica acquista con i miei colleghi e con me presso l’ MRI di Palo Alto, abbia saputo sviluppare idee e mettere a punto strategie spesso del tutto originali, incorporando il nostro modello sistemico all’ interno del suo personale lavoro. Il libro è un vero e proprio manuale dell’ approccio strategico alla psicoterapia, nel senso che offre un’ approfondita e dettagliata esposizione che prende avvio con le premesse teoriche ed i fondamenti epistemologici di tale modello, si sviluppa nella sistematica presentazione di numerose strategie finalizzate al cambiamento delle situazioni umane, e si conclude con una rigorosa ricerca valutativa sui risultati ottenuti con l’applicazione del modello di terapia esposto.L'Arte del Cambiamento  Ciò sta a significare che questa opera non è un semplice cook-book con la superficiale descrizione di ricette pronte per l’ uso dei terapeuti, ma una complessa esposizione sia teorica che applicativa di questo emergente approccio alla soluzione dei problemi umani. In dettaglio, il volume si apre con il mio saggio introduttivo alla moderna evoluzione della psicoterapia al quale segue la definizione delle caratteristiche teoriche ed applicative che distinguono l’approccio strategico dalle altre forme di psicoterapia. Questo grazie alla esposizione delle quattro fondamentali prerogative concettuali tipiche di questo modello (le quattro “eresie”, eresie perché non in accordo con le presunte “verità” tradizionali della psicoterapia): la sua base teorica sistemico-costruttivista, il suo riferirsi ad una specifica teoria della persistenza e del cambiamento e la conseguente concettualizzazione relativa alla formazione e la soluzione dei problemi umani.

 

Il terzo capitolo offre una panoramica storico-evolutiva che evidenzia la matrice ericksoniana e sistemica della terapia strategica. In questa sede vengono anche delineate alcune differenziazioni concettuali attualmente presenti nelle formulazioni dei principali autori strategici. Il più voluminoso dei capitoli, il quarto, è dedicato alla esposizione della usuale “processualità” terapeutica dall’ inizio alla fine della terapia, e alla esplicitazione delle principali “ procedure” (strategie) utilizzate per sbloccare e risolvere i problemi umani. Questa esplicitazione non si limita alla mera descrizione del processo e delle strategie della terapia, ma affronta anche la dimostrazione della loro efficacia nel cambiare il comportamento e le concezioni delle persone, riferendo ricerche, esperimenti ed esempi propri anche di ambiti scientifici e contesti diversi dalla psicoterapia. Nel capitolo successivo vengono presentati due originali e innovativi protocolli di trattamento specifico, uno relativo alle forme gravi di disturbi fobici, l’ altro relativo a disturbi di tipo ossessivo. I due tipi di trattamento sono esposti sistematicamente mediante l’ analisi puntuale della terapia suddivisa in quattro stadi con specifici obbiettivi da raggiungere e specifiche strategie per ottenere tali risultati.

 

Ambedue i protocolli hanno dimostrato nella loro applicazione una notevole efficacia e una sorprendente efficienza. Perciò rappresentano due esempi di come la terapia possa essere un rapido e ben programmato viaggio nel quale si cerca di prevedere, oltre alla partenza, i passaggi, il punto di arrivo e la durata del viaggio.

Al contrario della tradizionale concezione della psicoterapia come un viaggio al buio del quale si conosce solo il punto di partenza, senza poter prevedere né le tappe del percorso né il punto di arrivo, né tantomeno la durata del viaggio. Dopo l’ esposizione di questi due modelli di trattamento specifico, composti da una sequenza programmata di azioni prefissate, che fa risaltare la sistematicità e la correttezza metodologica del lavoro, nel sesto capitolo vengono presentate quattro inusuali e simpatici casi di trattamento. Esempi che mostrano come, nel procedere alla soluzione focale delle diverse situazioni problematiche umane, sia indispensabile da parte del terapeuta una sintesi personale tra la tecnica sistematica, l’inventiva e l’elasticità mentale. Poiché, a volte, egli deve, per trovare nuove ed efficaci soluzioni ad un problema, rompere i propri schemi concettuali ed il proprio sistema percettivo e reattivo nei confronti del paziente, cambiando rapidamente le sue inefficaci soluzioni tentate sino ad allora. L’ esposizione relativa agli aspetti applicativi del modello, per evidenziare la sostanziale differenza tra il comportamento del terapeuta che fa riferimento a questa concezione rispetto a quello della tradizionale figura dello psicoterapeuta, si regge sull’analogia tra approccio strategico alla terapia e gioco degli scacchi.

 

Perciò, come in un manuale di scacchi, prima vengono descritte le regole del gioco e l’ usuale processualità dell’ apertura dello scacco matto. Poi viene descritta una serie di efficaci mosse e strategie da utilizzare, alle quali segue l’ esposizione di due tipi di scacco matto da eseguire in poche mosse per specifiche partite. Infine, vengono proposte alcune partite inusuali che mostrano come nella interazione di mosse e contromosse il gioco diventi estremamente complesso e con una gamma inestimabile di possibili tattiche di gioco. Ma grazie a questa analogia viene anche evidenziato come la terapia, al contrario degli scacchi, sia un gioco a somma diversa da 0, nel quale non esistono un vinto ed un vincitore, ma la partita finisce o con la vittoria di entrambi i giocatori, terapeuta e paziente, o con la loro congiunta sconfitta. Ciò conduce a pensare che qualunque mezzo il terapeuta possa utilizzare per vincere la partita, anche quando questo appare deliberatamente manipolatorio, assume un profondo valore etico, poiché è finalizzato alla rapida ed effettiva risoluzione dei problemi di cui il paziente soffre.

 

Tutto questo sgombra il campo dalle frequenti accuse rivolte ai terapeuti strategici, da parte dei tradizionali psicoterapeuti, di essere degli sleali manipolatori di persone. Il volume si chiude con una cosa rara per il nostro settore di lavoro, ossia con la presentazione di una sistematica e rigorosa ricerca valutativa relativa ai risultati dell’ applicazione del modello di terapia esposto ad un numeroso e differenziato campione di soggetti nell’ arco di due anni. I dati mostrano come tale approccio risulti decisamente efficace, vale a dire capace di risolvere effettivamente i problemi a cui si applica; così come estremamente efficiente , vale a dire capace di ottenere tali risultati in tempi molto ridotti rispetto agli usuali tempi psicoterapeutici. Ritengo basilare la lettura di questa opera per tutte quelle figure professionali interessate alla psicoterapia basata sui concetti sistemici ed ericksoniani, ma ritengo altresì decisamente auspicabile questa lettura per tutti coloro che sono interessati alla formazione e alla soluzione dei problemi umani poiché , per quanto specialistico, il libro è di piacevole ed accessibile lettura e le strategie in esso descritte sono applicabili non solo alla psicoterapia ma anche ad altri più usuali e non clinici contesti interpersonali.

 

Paul Watzlawick

Palo Alto, novembre 1989