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In questi ultimi anni
del Novecento la psichiatria e la psicoterapia appaiono un'arena all'interno
della quale le diverse scuole di Terapia lottano tra di loro per il
primato del possesso della "verità" (e per i relativi business
economici).
Tutto questo dal punto di vista del dibattito scientifico ricorda
la metafora dei cinque ciechi intorno ad un elefante, ognuno dei quali,
toccando una differente parte del corpo dell'animale, afferma che
quello è l'elefante.
Ma se a livello teorico le cose si risolvono in una costante, quanto
improduttiva, diatriba tra le diverse posizioni nei confronti della
natura e della terapia dei cosiddetti disturbi mentali, sotto il profilo
pratico del servizio effettivamente reso ai pazienti le cose siano
ben diverse. Esistono, infatti, i "dannati" del farmaco
e i "dannati" della psicoterapia; ci sono i "miracolati" delle terapie psicologiche.
Di fronte a tale intricata e pericolosa giungla, l'ignaro "candidato
paziente" non può che essere disorientato e confuso.
Giorgio Nardone, ricercatore e terapeuta di fama internazionale, si è calato nel ruolo del paziente ed esplora da questa prospettiva le
attuali offerte terapeutiche della psichiatria e della psicoterapia.
Nel suo scritto ironico, satirico e scientifico al tempo stesso, l'autore
offre al lettore , attraverso aneddoti tragico-comici, storie vere
e dissertazioni scientifiche, una chiara mappa di quelle che sono
le "trappole" nelle quali può cadere l'ingenuo paziente
che si inoltra nel territorio della terapia della mente.
Questo manuale di sopravvivenza propone al candidato paziente le indicazioni
per evitare il rischio di interventi terapeutici che finiscono per
complicare i problemi che dovrebbero risolvere.
In altri termini il libro vuole essere una ironica ma seria guida,
mediante la quale lo psico-paziente possa ottenere il massimo risultato
terapeutico con il minimo costo personale, esistenziale ed economico.
ISBN 88-7928-264-6
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